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LO STUDIO
Malaria, tempo di sperare
Un vaccino dimezza il rischio di contrarla.
di Paolo Massa
Un nuovo vaccino potrebbe salvare la vita di milioni di bambini affetti dalla malaria. Fanno ben sperare i risultati di una ricerca britannica, pubblicata dal New England Journal of Medicine. La portata dello studio è senza precedenti. Le ricerche hanno infatti coinvolto un campione di 15.460 bambini provenienti da sette diverse nazioni africane, dal Burkina Faso al Gabon, dal Ghana al Kenya, dal Malawi al Mozambico fino alla Tanzania. RISCHIO DI AMMALARSI DIMEZZATO. L’analisi pubblicata si riferisce ai primi 6 mila pazienti curati, tutti tra i cinque e i 17 mesi di vita. I risultati parlano chiaro: a un anno dall’inizio del trattamento, il rischio di sviluppare la malaria si è ridotto addirittura del 56%. I medici hanno somministrato ai bambini tre dosi del vaccino, consapevoli che il medicinale debba essere affiancato ai metodi di prevenzione tradizionali, come zanzariere e spray insetticidi. BILL GATES TRA GLI SPONSOR. I risultati della ricerca sono stati annunciati a Seattle, negli Stati Uniti, durante un forum sulla malaria al quale ha partecipato anche il fondatore della Microsoft, Bill Gates, insieme con la moglie Melinda. Particolarmente emozionati alla presentazione dello studio, alcuni scienziati si sono commossi dopo aver trascorso 25 anni della loro vita nel tentativo di trovare una cura alla malattia. Ogni anno la malaria uccide circa 800 mila persone, più di 2 mila al giorno. E a pagarne il prezzo sono soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Ora con questo vaccino, hanno detto i ricercatori, il rischio di contrarre la malattia si potrebbe dimezzare. NEL 2014 LA CONFERMA. In passato erano stati fatti altri studi del genere, ma avevano coinvolto solo poche centinaia di bambini. Il vaccino messo a punto dalla GlaxoSmithKline è invece stato testato su un campione molto più vasto. Per brindare, però, occorre aspettare il 2014 quando sarà nota la reale efficacia del medicinale. Intanto, non senza ottimismo, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha confermato che, se i risultati dovessero rivelarsi soddisfacenti, lancerà il prodotto già nel 2015.
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