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| SudAfrica e Mandela nel Rugby 1995 |
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| Scritto da Giuseppe Stranieri |
| Mercoledì 28 Luglio 2010 12:53 |
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1995 Johannesburg, si svolge la prima Coppa del Mondo di Rugby in Sud Africa. Da circa un anno il presidente della Repubblica Sud Africana è Nelson Mandela. La sua voglia di far vivere un paese e una popolazione, di farlo uscire dalla centenaria condizione di apharteid e discriminazione, viene aiutata da questo evento sportivo. Il rugby sudafricano era, allora, lo sport esclusivo degli afrikaner (i bianchi sudafricani). Il grande Nelson Mandela con intuito ed intelligenza politica decide di convocare il leader degli Springboks (la squadra sudafricana) Francois Peinaar, un afrikaner. Dal loro incontro nasce subito la sintonia, due leader che inseguono uno stesso fine, anche se Pienaar viene da una famiglia di africaner convinta che una completa integrazione possa solo creare problemi. Il Rugby è uno degli sport più adatti allo scopo di Mandela. La lealtà, la fratellanza e il rispetto che regolano questo sport sono i principi e gli ideali che un paese intero desidera, insegue da molto tempo ormai. Basti pensare che in questo sport la palla non viene mai passata in avanti ma sempre lateralmente o indietro, per dare un "vantaggio" agli avversari: si proprio così, dare un vantaggio agli avversari avanzando tutti insieme, una squadra compatta contro l'avversario compatto dalla parte opposta. Perchè bisogna vincere o perdere ma combattendo lealmente. Dimostrazione è anche il famoso terzo tempo, consuetudine ed esclusiva di questo sport: gli avversari si incontrano per una birra e una chiaccherata sulla partita e sulla vita. Si vince e perde ma sempre con onore e dignità. Il Mondiale ha inizio e gli avversari più temuti sono i mitici All Blacks, Neozelandesi. Gli Springboks riescono a vincere una partita dopo l'altra fino ad arrivare alla, forse, inaspettata finale, proprio contro gli All Blacks! Il capitano Pienaar racconta di una notte nervosa e piena di ansia di tutti i giocatori e il suo compito di capitano riesce sempre più complesso a questo piccolo ma grande uomo. Il giorno dopo viene in suo aiuto il migliore dei suoi alleati, Nelson Mandela. Il grande presidente che insieme a Pienaar vuole vincere il mondiale non per la coppa in sè , ma per ciò che rappresenta per il Sud Africa in quel momento la mitica squadra degli Springboks. Mandela si presenta vestito della divisa degli Springboks e questo stupisce Pienaar che si aspettava un politico in giacca e cravattae il classico vuoto discorso di incoraggiamento! Ma Mandela parla con gli occhi, con i suoi modi da uomo e non da politico:"Grazie e buona fortuna", furono le uniche parole di Mandela alla squadra e a Pienaar. Andando via riesce a stupire e a caricare ancora di più il capitano degli Springboks che nota il numero della maglia indossata da Mandela, il numero 6! Pienaar indossa proprio la maglia numero 6 e si rende conto che il primo e più grande suo tifoso era quell'uomo ormai avanti con gli anni, che con un solo gesto e una sola parola riesce a dare a tutti la forza per trovare la giusta concentrazione e vincere nella finale dei Mondiali di Rugby sudafricani la squadra più forte del momento, gli All Blacks!Un'altra pagina di storia africana è stata scritta quel giorno, grazie a Nelson Mandela e a coloro che hanno avuto la forza e lucidità di seguire i suoi insegnamenti, come Francois Pienaar. |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Luglio 2010 14:54 |


