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La Fame nel Mondo esiste da Sempre |
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Scritto da Giuseppe Stranieri
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Domenica 15 Novembre 2009 20:55 |
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Dichiarazione Dei Diritti Umani
Articolo 25 1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari
Inizio ricordando questo articolo sottoscritto nel 1948 dalle Nazioni Unite. Sono passati 60 anni ma le cose sono poco cambiate per cio' che concerne i diritti umani dei piu' poveri. In questi giorni a Roma vi e' una assemblea organizzata dalla FAO per discutere del problema della fame nel mondo. Discutere come si possa fare per ridurre sempre di piu' questo problema eterno. Peccato che le piu' grandi potenze economiche non saranno presenti perche' impegnate in affari, forse , piu' lucrosi.
La crisi economica sempre piu' incalzante ormai tra le persone "comuni", le guerre mai spente e forse sempre piu' alimentate, le malattie sempre piu' facilmente trasmissibili e temibili, forse maggior business per chi il potere lo detiene davvero.
La fame nel mondo perche' mai dovrebbe interessare i Potenti del Mondo? Al massimo puo' servire come vetrina per sembrare piu' buoni, forse in vicinanza del Natale.
L'ipocrisia dilagante sui temi fondamentali alla vita e della dignita' della persona stanno raggiungendo livelli di allerta, e allora io ancora mi chiedo " possibile che serva una riunione di persone importanti per ricordarsi che esista il problema della fame del mondo? possibile che ancora oggi devono proponinarci "il Dolore" di chi ha fame per far capire al mondo intero che c'e' chi non ha cibo per poter sopravvivere?" |
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Scritto da Giuseppe Stranieri
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Domenica 11 Ottobre 2009 15:08 |
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Occhio per occhio, dente per dente, scrisse Hammurabi migliaia di anni fà. E ancora oggi le sue parole vengono seguite in molte parti del mondo. Ancora oggi dobbiamo sentire e leggere di storie di Condanne a Morte come pena di un illecito, sia pure esso rappresentato da un omicidio. Forse sarà che noi in Italia consideriamo la detenzione carceraria come iter di nuova formazione della persona che ha commesso un "errore". sicuramente se il condannato viene "eliminato" mai sapremo se vi era la possibilità di un pentimento, di un cambiamento nella persona. Siamo sempre più convinti che la morte non debba richiamare altra morte. Allora ci chiediamo ancora oggi perchè questa mattina in Iran è stato giustiziato un uomo. Perchè altri sette stanno aspettando la loro esecuzione. Perchè arriva a noi la notizia che due persone che hanno protestato per la rielezione del presidente dell'Iran verranno giustiziate per la sola colpa di aver protestato. Molto probabilmente perchè sia da esempio a chi intenzione avrà di protestare ancora in futuro. Nei giorni in cui si discute di premio nobel per la pace, dovremmo anche poter sentire notizie di Vita e non di Morte. Allego dei versi di un nostro poeta che cosi scrisse:
Si stà come
d'autunno
sugli alberi
le foglie! |
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L'Onu contro i respingimenti: violano i diritti umani |
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Scritto da Giuseppe Stranieri
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Giovedì 17 Settembre 2009 23:33 |
L'alto commissariato dell'Onu per i diritti umani attacca l'Italia: i migranti "non sono rifiuti pericolosi".
La pratica della detenzione dei migranti irregolari, della loro criminalizzazione e dei maltrattamenti nel contesto dei controlli delle frontiere deve cessare». Lo l'Alto Commissario Onu per i diritti umani Navi Pillay nel testo del suo discorso inaugurale alla 12/a sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani che sarà pronunciato domani e di cui oggi è stato diffuso il testo.
«Oggi - spiega la Pillay - partendo dal presupposto che le imbarcazioni in difficoltà trasportano migranti, le navi le oltrepassano ignorando le suppliche d'aiuto, in violazione del diritto internazionale».
«In molti casi, le autorità respingono questi migranti e li lasciano affrontare stenti e pericoli, se non la morte, come se stessero respingendo barche cariche di rifiuti pericolosi», sottolinea l'Alto commissario menzionando la situazione nel Mediterraneo, nel Golfo di Aden, nei Caraibi, nell'Oceano indiano ed in altri tratti di mare.
Per la Pillay la questione dell'immigrazione è uno «dei più seri problemi dei diritti umani del nostro mondo». Ricordando «i milioni di persone che rischiano la vita in cerca di una vita migliore» il commissario sottolinea come questi rischiano di «essere preda dei trafficanti umani che prosperano soprattutto dove il controllo dei governi è più debole». «Gli stati hanno l'obbligo di rispettare, proteggere una vasta gamma di diritti umani di tutti gli individui sotto la loro giurisdizione compresi tutti i migranti a prescindere dal loro status», conclude Pillay che condanna quindi la criminalizzazione degli immigrati irregolari.
«La pratica dell'arresto d'ufficio dei migranti irregolari, la loro criminalizzazione e il maltrattamento nel contesto dei controlli di confine deve terminare», avverte.
«In Italia c'è stata un'abbondante documentazione di discriminazione e trattamenti degradanti nei confronti della popolazione Rom», afferma l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navy Pillay, nel suo intervento inaugurale, domani, alla 12/a sessione del Consiglio dell'Onu dei diritti umani, il cui testo è stato anticipato oggi a Ginevra.
Fonte: www.unita.it
14 settembre 2009 |
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I DIRITTI UMANITARI IN IRAN |
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Scritto da Giuseppe Stranieri
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Lunedì 22 Giugno 2009 10:20 |
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Diritti Umanitari, Diritti alla Vita, Diritti. Termini di cui ci nutriamo quotidianamente nei nostri discorsi, nel nostro discutere. Da circa dieci giorni assistiamo silenziosamente alla distruzione di questi termini e del loro più essenziale significato in Iran. Nei giorni successivi alle elezioni per eleggere il nuovo presidente si parla di imbriogli elettorali, del dispotismo del vecchio presidente. Persona, che vorrei ricordare, continua ad affermare che "L'Olocausto" non è mai avvenuto. Persona che si permette di presentarsi, come ospite, nelle varie nazioni mondiali, e di parlare liberamente di propositi "razzisti e discriminatori" di cui la società, secondo il suo pensiero, dovrebbe nutrirsi.
L'aver CACCIATO giornalisti di tutto il mondo dal suo territorio per non diffondere le repressioni in atto nel paese Iraniano è la dimostrazione oggettiva di come possono essere calpestati i "Diritti Umanitari e i Diritti alla Vita", senza che nessuno possa fare nulla.
Le grandi potenze si preparano a riunirsi nel famoso G8, invitando ancora una volta il presidente Iraniano, ma nessuno può far nulla contro questa barbarie in atto.
La storia continua a ripetersi e mai nelle buone azioni ma sempre nei suoi errori. Chissà se qualcuno potrà anche dire che in Iran non vi è nessuna protesta in atto e che molti giovani vedono represse ,con la forza e a volte a pagando con la vita, l'esprimersi della voglia di Vivere! |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Settembre 2009 23:37 |
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